LA MORTALITA’ ECCEZIONALE DEL 2020 NON E’ DOVUTA AL COVID-19

Gran parte dei morti in eccesso nelle città più colpite, come Bergamo o Pesaro, dove ci sono stati forti aumenti di mortalità, sono dovute non al Covid-19 ma molto più probabilmente alla mancanza di cure, alle cure insufficienti o sbagliate (tachipirina) e al protocollo stabilito dall’OMS, che ha allargato l’uso di una metodologia invasiva e molto pericolosa come l’intubazione e ventilazione forzata normalmente riservata come ultima spiaggia in pazienti comatosi e in fin di vita, a tutti i soggetti anche con difficoltà respiratorie temporanee.
Questo è confermato dai numeri ISTAT, se letti bene. Nella suo rapporto, l’ISTAT tratta l’insieme delle province italiane dividendole in 3 zone: Centro-Nord ad alta diffusione; Centro a media diffusione; Sud a bassa diffusione. L’incidenza dei morti con Covid-19 (dico “con”, perché non c’è nessuna prova che il virus abbia un nesso causale con il decesso) sul totale dei morti è: al Nord del 20,9%; nelle 35 province intermedie del 5.15%; nelle 34 a bassa diffusione del Sud, la percentuale di morti Covid-19 sul totale è di appena l’1.3%. Praticamente, al Centro-Sud la presunta pandemia ha avuto effetti pari a zero; al Nord avrebbe
causato la morte solo di un 1 deceduto su 5. Numeri che non sono né da pandemia né da epidemia. E se guardiamo per esempio la provincia di Bergamo, non c’è dubbio che il passaggio, nel periodo 20-gennaio/31-marzo, dalla media dei 5 anni precedenti di 1180 morti ai 6.238 morti di quest’anno, è stato impressionante (+567%). Ma se si guarda con attenzione, si vede che di questi 6.238 morti ne sono stati attribuiti al Covid-19 solo 2.346, mentre la stragrande maggioranza, quasi 4.000 (3.892) sono morti a causa di altri fattori (non specificati). Se consideriamo che gran parte dei morti attribuiti a Covid-19 sono nella stragrande maggioranza casi di individui con una media età di 80 anni e con gravi patologie pregresse, il numero di morti effettivi da Covid-19 è sicuramente di molto inferiore. Ma anche così, è evidente che l’epidemia che avrebbe colpito alcune limitate parti di questo paese (il che di per sé rivela la natura non contagiosa della patologia stessa) non è di origine virale, ma si potrebbe definire, scherzando, “epidemia idiopatica”, cioè di cui non si sa l’origine, dato che i 2/3 (e a Torino addirittura i 9/10 e a Pesaro i 4/5) dei morti sono classificati come morti senza causa. E “idiopatico” è termine che spesso copre, appunto, eziologie iatrogeniche (malattie o lesioni provocate dal medico per imperizia o per errore diagnostico). . I numeri non mentono, almeno se non li si fanno mentire…

Per chi volesse approfondire, il pdf scaricabile, con tutti i dati.

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