Il caso Zangrillo svela la verità: per il regime terapeutico il virus non deve sparire.

Perché tanto accanimento e tanta ostilità verso una tesi che, semmai, meriterebbe di essere confutata scientificamente?
A Zangrillo si è persino contrapposto il Ministro della Sanità Speranza, quasi come se in ambito medico le parole di un dottore possano essere confutate da un politico, dopo che per mesi ci hanno detto che di medicina si devono occupare solo gli esperti: ennesima contraddizione del discorso dominante.      A chi serve l’emergenza?
Sorge davvero il dubbio che non possa mai finire questa emergenza, che non debba mai terminare perché, se terminasse, dovrebbero avere fine anche le misure emergenziali che si sono attivate in funzione della pandemia: se non v’è più l’emergenza, non hanno ragione d’esistere le misure emergenziali.
Ecco perché si è verificata una tale ostilità rispetto alle tesi del Dottor Zangrillo, pur se pacatamente esposte.
Per il logo unico terapeuticamente corretto il virus non deve mai andarsene del tutto, in modo che le misure liberticide del nuovo regime terapeutico sanitario non vengano mai meno.

Il dispositivo è svelato.

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