Covid-19. L’ipocondria di alcuni non può impattare sulla vita degli altri. Quindi se avete paura, state a casa, proteggetevi, ma lasciate gli altri vivere.

Siamo di fronte ad una malattia che oramai ha lo 0,5% di letalità e lo 0,0012 di mortalità (ovvero un morto ‘positivo’ covid ogni 100mila italiani).

E’ impensabile che per proteggere lo 0,0012% di italiani si blocchi il Paese condannando il restante 99,9998% alla morte economica e sociale, che si rubi il futuro ai giovani, si neghino diritti fondamentali.

Il 90% delle vittime è over 80. L’80% di questo 80% ha almeno due (il 60% tre) patologie gravi: si proteggano questi e si lasci vivere il resto del Paese!

Infine, lo ridico per l’ultima volta: a vivere si muore. Capita.

Tra il 2013 e il 2017 abbiamo avuto 70mila morti per complicazioni influenzali (dati fondazione Veronesi). Ogni anno nel mondo, di polmonite, solo tra i bambini tra 1 e 5 anni, ci sono 500 mila vittime (dati OMS).

Da sempre, con l’arrivo del freddo, aumentano le sindromi simil influenzali, la curva dei decessi e quella delle terapie intensive si impenna (dati ISS).

Ma soprattutto, se non si accetta il rischio di morire è meglio non vivere.

L’ipocondria di alcuni (tanti, purtroppo) non può impattare sulla vita degli altri.

Quindi se si ha paura, si stia casa, ci si protegga, ma si lasci gli altri vivere.

Tutti coloro che stanno spargendo da mesi terrore e fobie ingiustificate ed irrazionali, sono i principali responsabili del disastro economico, sociale, psicologico, sanitario che abbiamo di fronte.

Attenti però: la storia ha i suoi tempi, ma prima o poi il conto lo presenta sempre.

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